{"id":14610,"date":"2016-10-07T15:49:47","date_gmt":"2016-10-07T13:49:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anicecommunication.com\/it\/?p=14610"},"modified":"2026-06-16T12:20:29","modified_gmt":"2026-06-16T10:20:29","slug":"escher-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anicecommunication.com\/it\/escher-a-milano\/","title":{"rendered":"Escher a Milano"},"content":{"rendered":"
Quando in mostra l’arte diventa 2.0 e il Social Marketing funziona.<\/p>\n Fino al 22 gennaio 2017, il Palazzo Reale di Milano<\/strong> ospita un’interessante mostra dedicata al grafico e incisore olandese Maurits Cornelis Escher<\/strong>, che tanta influenza ha avuto e continua ad avere nella cultura del ‘900. Indubbiamente modernissimo nelle sue opere<\/strong>, frutto di approfonditi studi geometrici e matematici rielaborati in chiave artistica, l’artista \u00e8 divenuto famoso soprattutto per la sua passione per le illusioni ottiche, le costruzioni impossibili e le distorsioni geometriche.<\/p>\n Visitando questa mostra ci si rende conto di quanta influenza abbia e abbia\u00a0avuto quella che \u00e8 stata definita una vera e propria Escher-mania<\/strong>. Dall’arredamento di interni (sue molte decorazioni di piastrelle, carte da parati e complementi di arredo tra i pi\u00f9 diversi) alla musica (un nome su tutti: la copertina del 33 giri dei Pink Floyd On the Run<\/em>) al cinema (da Harry Potter<\/em> a Labyrinth<\/em> a Una Notte al Museo<\/em>) alla televisione e alla pubblicit\u00e0. E non si pu\u00f2 non esserne contagiati.<\/p>\n Per meglio “propagare” il contagio, la mostra milanese offre al visitatore differenti punti di interazione con il mondo Escher, punti “social”<\/strong> che indubbiamente al geniale artista olandese sarebbero piaciuti come sono piaciuti a noi di Anicecommunication<\/strong><\/a>, da sempre attenti all’utilizzo in ambito social e marketing delle nuove tecnologie interattive<\/strong> (vogliamo riparlare del meme Travolta Confused per #M2TO<\/a><\/strong>?).<\/p>\n Alcuni esempi di installazioni alla mostra di Escher che ci sono piaciute: all’ingresso, il totem con telecamera che consente di visualizzarsi inseriti in\u00a0una delle opere pi\u00f9 famose di Escher, quel “Mano con sfera riflettente”<\/em> datato nientemeno che 1935 (il selfie qui \u00e8 d’obbligo). All’interno, la stanza con gli specchi, l’effetto Droste e lo sfondo “optical” con spirale in bianco e nero.<\/p>\n Tutti i punti interattivi sono ben segnalati con cartelli che indicano “qui puoi fotografare e condividere” e tutti sono \u00a0invitanti e stimolanti; lo dimostrano le oltre 4.000 immagini presenti su Instagram<\/strong> sotto la voce #eschermilano<\/strong> a cui si aggiungono i migliaia di tweet e di post su facebook.<\/p>\n Ci \u00e8 piaciuta molto anche l’idea che la mostra, in orari diversi da quelli della normale apertura al pubblico, sia disponibile per eventi speciali e per esigenze istituzionali e di pubbliche relazioni delle aziende<\/strong>. Sia\u00a0 come semplice visita riservata, con servizio di guida-accompagnatore, sia come visita riservata abbinata ad un momento conviviale esclusivo.<\/p>\n Tutto questo, ma soprattutto la bellezza delle opere di Escher, merita assolutamente una visita, e la raccomandiamo anche a coloro che hanno gi\u00e0 visto altre esposizioni di Escher. Perch\u00e8 proprio come le sue creazioni, anche le mostre di Escher si possono vedere in mille modo diversi.<\/p>\n Patrizia Tontini<\/em><\/strong><\/p>\n
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