Quarant’anni di una storia che dura da 110. Sono gli anniversari di Anfia, associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica aderente a Confindustria, che martedì 26 settembre 2023 ha gremito l’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino per celebrare i 40 anni della sua sezione Aftermarket.

Un’occasione per offrire contenuti tematici di livello sulle attuali complesse dinamiche della filiera automotive. Un paio di messaggi hanno attirato la nostra attenzione: “L’intelligenza artificiale è un problema… Per chi non la usa” e “Rischiando ho compreso il valore della vita”.

 

I 40 anni di ANFIA Aftermarket

I 40 anni di ANFIA Aftermarket

Il primo pare scontato ma non lo è, alcuni tra i presenti in sala non conoscevano la funzione e le applicazioni, altri nemmeno l’esistenza, di strumenti che già utilizzano le ultime tecnologie in materia di machine learning, come ad esempio ChatGpt. Per questo è stato apprezzato l’intervento sull’IA nel settore automotive che ha reso meglio l’idea di questa rivoluzione in corso, in cui siamo già immersi a volte senza rendercene conto.

A chiudere i lavori Hervé Barmasse, alpinista e scrittore “mezzo torinese” di fama internazionale, che ha portato in sala la sua esperienza sulle vette motivando e affascinando la platea. Un intervento incentrato sulla resilienza e sul valore di fare squadra che ha incollato il pubblico allo schermo dell’auditorium dove scorrevano le immagini “amatoriali” e mozzafiato di un professionista della montagna in azione. In mezzo c’è stato lo spazio anche per storie di impresa, come quello della storica azienda Cosso e di molti altri protagonisti dell’imprenditoria automotive.

Interessante e sfidante anche il tema dell’approfondimento sui carburanti alternativi: e-fuel e biocombustibili. In quest’ultimo caso l’accento è stato posto sulla necessità di un settore con veicoli a impatto zero ma, contrariamente alla narrazione che va per la maggiore, che non passerà, o almeno non soltanto, dalla transizione elettrica che rappresenta solo una delle possibilità.

LA STORIA DI ANFIA AFTERMARKET

Nel 1983, su richiesta di alcune aziende associate, venne costituito, in seno al Gruppo Componenti dell’associazione, un primo gruppo di lavoro che si occupasse, dal punto di vista della filiera produttiva, delle tematiche di interesse del mondo della ricambistica e dell’autoriparazione. Da allora, attraverso quattro decadi, il gruppo di lavoro è evoluto fino a diventare una Sezione e contare, oggi, 72 aziende associate, realtà di primo livello in termini di tecnologie, professionalità e competitività sui rispettivi mercati di riferimento – che condividono i valori della qualità e sicurezza del prodotto, dell’avanzamento tecnologico e del servizio al consumatore.

I NUMERI DELLA FILIERA DELL’AUTO

Così Massimo Pellegrino, coordinatore di ANFIA-Aftermarket: “Sono stati 40 anni intensi per il settore IAM, che, grazie alle competenze e alla professionalità della filiera e ad un grande spirito di resilienza, ha saputo superare anche i momenti più critici: dalle campagne incentivi – in particolare quella del 1997-1998, con la rottamazione di oltre 3 milioni di veicoli – alla minaccia, poi non realizzata, di uno spostamento della riparazione verso le reti autorizzate. Oggi stimiamo, a livello di fatturato, una quota di mercato intorno al 70% per il canale IAM, e, di conseguenza, circa il 30% ad appannaggio del canale OES.

Infine, in tempi recenti, la sfida del Covid19, con lo shortage di materie prime, componenti e microchip e la relativa gestione degli stock. Nel 2020 il fatturato dell’aftermarket italiano, secondo il barometro aftermarket ANFIA, ha chiuso in flessione del 14%, con un rimbalzo positivo nel 2021 (+22% e +5% rispetto al 2019) e un ulteriore incremento nel 2022 (+8%), aiutato anche dalle dinamiche inflazionistiche. Nel primo semestre 2023 si registra una variazione positiva dell’11%”.

I NODI DEL COMPARTO AFTERMARKET

Al saluto introduttivo di Roberto Vavassori, presidente ANFIA – che ha ricordato i principali dossier europei di interesse della componentistica automotive, aftermarket incluso, dal Data Act, per cui si sta discutendo l’opportunità di una normativa ad hoc per il settore auto, ai temi che riguardano la sostenibilità, con le linee guida sui prodotti rigenerati e sulla logistica sostenibile – ha fatto seguito l’intervento di Paolo Sappino, direttore della Divisione 3 “Disciplina tecnica dei veicoli” della Direzione Generale per la motorizzazione.

Nel suo intervento, Sappino ha sottolineato come i numerosi risvolti normativi che interessano il settore automotive, sia a livello internazionale che europeo, abbiano un impatto sempre più rilevante sulla manutenzione o sulle possibilità di modifica di un veicolo circolante. Ha voluto, in particolare, evidenziare alcuni aspetti del regolamento 2018/858, incentrato sul tema delle omologazioni, in quanto dedica anche particolare attenzione alla fase di manutenzione e riparazione dei veicoli, specificando che i Costruttori devono consentire agli operatori indipendenti un accesso senza restrizioni, standardizzato e non discriminatorio alle informazioni OBD del veicolo, alle attrezzature diagnostiche e altre apparecchiature, agli strumenti e alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione. L’autorità di omologazione che ha rilasciato un’omologazione UE deve inoltre adottare le misure necessarie per verificare che il Costruttore rispetti questi obblighi.

LO SCENARIO SUI VEICOLI ELETTRICI: UN MERCATO CHE STENTA A DECOLLARE

Fabrizio Arena, partner BIP Consulting–Italy ha tracciato lo scenario di evoluzione del mercato automotive e della mobilità in Italia e in Europa, puntualizzando che il ritmo di rinnovo del parco circolante in Italia è in costante rallentamento, con un’età media delle vetture in uso (12,4 anni) superiore alla media UE (12 anni) e ai principali mercati europei ad eccezione della Spagna (13,5 anni).

Un ritmo destinato a rallentare ulteriormente in considerazione della contrazione dei volumi di vendita, che non torneranno ai livelli pre-crisi, a fronte di un mercato BEV-PHEV che stenta a decollare in buona parte per via del fattore prezzo: per gli italiani, nonostante una buona propensione verso gli EV, rappresenta ancora di gran lunga il principale ostacolo all’acquisto, seguito dalle carenze infrstrutturali del Paese.

IA: INTELLIGENZA (ARTIFICIALE) AUTOMOTIVE

L’intelligenza artificiale nel settore automotive è stata poi al centro dell’intervento di Paolo Guaitani, partner e formatore The Vortex, che ha illustrato l’attuale approccio alle intelligenze artificiali generative – tra diffidenza e opportunità di business – e le possibili applicazioni nel mondo automotive per creare contenuti, incrementare la produttività delle persone, analizzare i dati e attrarre nuovi contatti, in definitiva apportando interessanti trasformazioni tutte da sperimentare.

Franco Del Manso, responsabile del Dipartimento Rapporti internazionali, ambientali e tecnici di UNEM ha quindi fatto un focus sul tema dei carburanti alternativi, ovvero e-fuel e biocombustibili. Partendo dalla stima secondo cui, al 2050, nel mondo circoleranno all’incirca ancora un miliardo di autoveicoli con motore ICE, Del Manso si è soffermato sulla necessità di rendere il motore ICE a zero emissioni climalteranti attraverso i carbon neutral fuels (biofuels e carburanti sintetici), carburanti liquidi di origine non petrolifera, rinnovabili e sostenibili, prodotti da nuove materie prime (biomassa sostenibile, energia rinnovabile, rifiuti e CO2 riciclata), che emettono soltanto CO2 biogenica o riciclata, non incrementando, quindi, la concentrazione di questo gas nell’atmosfera.

La recente apertura europea verso gli e-fuels è positiva e va sviluppata sotto il profilo normativo ponendo sullo stesso piano e-fuels, energia elettrica ed idrogeno, ma resta fondamentale includere nel Regolamento CO2 anche i biofuels in piena coerenza con le posizioni del Governo italiano.

Roberto Beltramolli